Questo è un post che sognavo di scrivere da ormai un po’ di tempo. La storia parte all’inizio del 2014 quando Marco Cortesi e Mara Moschini ci contattano per scattare delle immagini per il lancio di un loro nuovo spettacolo di teatro civile che tratta di  un argomento delicato ma che, purtroppo, non ha mai suscitato troppo interesse nel mondo: il genocidio del Rwanda. Dopo il primo spettacolo c’è stata un continuo susseguirsi di repliche in varie parti d’Italia, dal Nord al Sud. Ma c’era una gran voglia di fare di più, di puntare più in alto, al punto da domandarsi: “Perché non far diventare lo spettacolo un film?”

Arriviamo al giorno d’oggi, dopo quattro anni: Rwanda è diventato un lungometraggio (per la regia di Riccardo Salvetti, direttore della fotografia Massimo Gardini) grazie all’impegno e al supporto di tantissime persone. Come fotografo di scena ufficiale è stata un’esperienza davvero molto intensa, fatta di lunghe giornate passate sotto al sole cocente o sotto la pioggia, di stanchezza dovuta alle riprese in notturna e di tanto lavoro fatto al di fuori dal set per la post produzione delle immagini da consegnare entro il giorno successivo. Ho imparato tante cose, conosciuto persone che hanno davvero vissuto il genocidio dalle quali ho ascoltato storie incredibili e purtroppo terribilmente reali. Il film verrà proiettato per la prima volta a Venezia in accordo con le Giornate degli Autori (grazie anche alla partnership di Sedici Corto International Film Festival e FEDIC) sabato 1 settembre alle 21:00 e successivamente domenica 2 settembre alle 16:00 e alle 21:00. Nel momento in cui scrivo i posti sono quasi completamente esauriti, se volete prenotare andate sul sito di Rwanda; ma se non ci riuscite non preoccupatevi poiché sicuramente queste tre proiezioni saranno solo le prime di una lunga serie.